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Edinburgh Etch – Laboratorio Sostenibile

Come nasce l’Edinburgh Etch?

L’Edinburgh Etch è, come vi ho preannunciato nell’articolo precedente, un mordente salino ideato dall’incisore tedesco Friedhard Kiekeben. Questo particolare sistema salino utilizza l’apporto di cristalli di cloruro ferrico e ciò rende la sua azione morsurante molto accurata sul rame e sull’ottone. Rispetto l’acido nitrico, il cloruro ferrico, non emana vapori tossici ma ciò non significa che sia meno attivo o preciso infatti l’azione morsurante è equilibrata, tutt’altro che ingestibile, precisa su linee sottili. Tuttavia l’utilizzo del solo cloruro ferrico come mordente salino porta con se alcuni problemi tecnici.

Il primo, più importante, è l’accumulo di sedimenti nelle aree morsurate infatti il residuo cristallino non viene rimosso ed impedisce al mordente di proseguire l’azione morsurante. È possibile ovviare questo problema rivolgendo la lastra verso il basso con dei supporti che possano tenerla sollevata dal fondo così che i sedimenti possano depositarsi sul fondo della vasca.

Il secondo, seppur non un vero e proprio problema, riguarda i tempi di morsura, difatti l’azione morsurante del cloruro ferrico risulta essere abbastanza lenta ed i tempi, per poter ottenere un segno deciso, esageratamente ampi. Per poter ovviare queste problematiche e creare un mordente salino in grado di essere reputato efficace a tutti gli effetti Friedhard Kiekeben ha aggiunto un additivo: l’acido citrico. 

Cos’è l’acido citrico e come mai è utile per il nostro mordente?

L’acido citrico è uno degli acidi più diffusi negli organismi vegetali ed è un prodotto metabolico degli organismi aerobici. Si trova in tracce nella frutta, soprattutto del genere Citrus: il succo di limone ne può contenere sino al 3-4% e l’arancia l’1%. È presente anche nei legni, nei funghi, nel tabacco, nel vino e persino nel latte. Può esistere in forma anidra (senza acqua), o monoidrato. La forma anidra cristallizza dall’acqua calda, mentre il monoidrato si forma quando l’acido citrico viene cristallizzato dall’acqua fredda. Il monoidrato può essere convertito in forma anidra a circa 78 °C. Allo stato anidro l’acido citrico è in forma di cristalli rombici, molto solubili in acqua. Non è tossico nelle giuste percentuali infatti è molto utilizzato per aumentare le caratteristiche di conservazione sopratutto nei vini.

È utile a migliorare le caratteristiche di morsura abbinato al cloruro ferrico in quanto è in grado di dissolvere il sedimento man mano che viene prodotto quindi ci permette di rivolgere la lastra verso l’alto durante i bagni morsuranti lasciandoci mantenere la dinamica tradizionale della tecnica. Inoltre accelera l’azione morsurante riducendo i tempi che diventano così ideali rendendo il processo controllabile ma non lento. 

Da questa splendida sperimentazione nasce l’Edinburgh Etch ed il nome deriva dall’istituto Edinburgh Printmakers dove l’incisore tedesco ha potuto effettuare questa ricerca.

A questo punto conosciamo gli ingredienti che formano questo mordente salino, vediamo in che quantità devono essere utilizzati e come avviene la preparazione del mordente.

 

RICETTA DELL’EDINBURGH ETCH

4 parti di soluzione di cloruro ferrico + 1 parte di soluzione di acido citrico = Edinburgh Etch.

Proviamo ad ipotizzare delle quantità:

4 litri di soluzione di cloruro ferrico + 1 litro di acqua calda miscelata con polvere di acido citrico 300g.

Io mi sono avvalso del cloruro ferrico in soluzione al 40%, ovvero di 43° Bé (baumé). Il Bé è la misura della densità di una soluzione acquosa. In caso di utilizzo di granuli è necessario sciogliere in rapporto 1kg di cloruro ferrico in 500ml di acqua. La densità del ferrico può essere misurata con un idrometro (43° Bé significa 1,42g / cm3).

Per quanto riguarda l’acido citrico invece ho acquistato il monoidrato. Ho dovuto dunque preparare la soluzione di acido citrico usando il rapporto tra 3 parti di acqua e 1 parte di monoidrato. Per farsì che la soluzione risulti ottimale è necessario riempire un recipiente con 1 litro di acqua calda ed aggiungere gradualmente 300g di polvere di acido citrico mescolando costantemente.

Avendo entrambi i componenti in soluzione liquida non ci resta che unirli e mescolarli secondo le proporzioni presentate prima. La migliore condizione di utilizzo di questo mordente salino risulta essere a temperature calde (da 18 a 30 gradi) in quanto la calda temperatura migliora i tempi di azione e la reattività del mordente.

FRESCHEZZA DEL MORDENTE

La soluzione Edinburgh Etch è di lunga durata: utilizzata quotidianamente e occasionalmente rimane attiva per diversi anni.

La freschezza del mordente può essere facilmente testata immergendo una striscia di carta bianca nel mordente e valutandone il colore. Se la carta si colora di un arancione brillante la soluzione di Edinburgh Etch risulta essere fresca. Se la soluzione non è più fresca il colore della carta immersa risulterà essere sul verde e l’azione morsurante in questo caso sarà molto più debole. Il mordente acquisisce un colore verde oliva/verde scuro ed una densità maggiore quando ormai è saturo e non utilizzabile, a questo punto si procede allo smaltimento.

  

NEUTRALIZZAZIONE E SMALTIMENTO

Ancora non ho avuto bisogno di smaltire il mordente in quanto risulta essere in ottimo stato, in ogni caso, mentre per quanto riguarda l’acido nitrico è necessario affidarlo ad una società di smaltimento di sostanze chimiche, l’Edinburgh Etch risulta neutralizzabile tramite il carbonato di sodio. Si procede aggiungendo gradualmente carbonato di sodio al mordente. Il tutto provoca una reazione non tossica, innocua, viene prodotta semplicemente anidride carbonica. È un’operazione che va ripetuta più volte con pause atte a lasciar lavorare la reazione. Il processo di neutralizzazione del mordente risulterà terminato quando tramite l’aggiunta di carbonato di sodio non avverrà più alcuna reazione gassosa. Non ci rimane altro che smaltirlo, in qualsiasi modalità in quanto non risulta in nessun modo dannoso per l’uomo o per l’ambiente.

 

Angelo Gallo

Studio nella produzione di un laboratorio sostenibile

 

*un ringraziamento particolare a Vania Caruso e Rita Morena della Galleria 291 Est di Roma. È Grazie a loro che ho conosciuto la possibilità di intraprendere questa strada verso l’incisione sostenibile, con loro ho utilizzato per la prima volta l’Edinburgh Etch e sempre loro sono state ad inviarmi la prima ricetta.

 

Cos’è questo progetto “laboratorio sostenibile”? Clicca qui per saperne di più.

Hai letto l’introduzione sui mordenti? Clicca qui per leggerla ora.

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